Autore: Massimo Lotti

Successione ereditaria: per la Cassazione rilevano le quote ricevute in donazione prima della successione legittima.

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Successione ereditaria: ai fini della determinazione della legittima rilevano anche le donazioni anteriori alla sorgere della qualità di erede legittimario, così il figlio può chiedere la riduzione delle donazioni anteriori alla sua nascita e il coniuge la riduzione delle donazioni precedenti rispetto al matrimonio.

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Cartelle equitalia: la Corte di Cassazione si esprime sulla prescrizione.

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Non tutti i crediti vantati da Equitalia si prescrivono in 10 anni. In alcune ipotesi, infatti, il termine può essere ridotto a 5 anni, purchè originati da atti non definitivi. Pertanto, il termine ordinario di 10 anni si applica solamente alle cartelle che derivano da accertamenti divenuti irrevocabili, o perché non impugnati né pagati dal contribuente, o a seguito di sentenza passata in giudicato.

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Tassa sui rifiuti: decadenza entro un anno se il Comune procede con ruolo.

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In tema di tassa sui rifiuti, se il Comune sceglie il sistema di riscossione tramite ruolo deve applicare il termine annuale di decadenza espressamente previsto per tale modalità di riscossione dall’art.72 del d.Lgs. n.507 del 1993.
Conseguentemente l’ente locale non può invocare il diverso e più lungo termine di decadenza triennale previsto dall’art.1, co.163 e 171, della legge n.296 del 2006 soltanto per la riscossione coattiva dei tributi locali a mezzo di titolo esecutivo.

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Cartelle esattoriali intelligibili: La Commissione Tributaria dà ragione al contribuente.

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Per i Giudici Tributari di Lecce (sentenza n. 620 del 26/02/2016) è necessario che la cartella di pagamento sia intelligibile in relazione alla capacità di comprensione dell’uomo medio: la conoscenza dei tassi di interesse e della percentuale relativa al compenso di riscossione costituisce patrimonio di un tecnico in materia tributaria e non certamente del cittadino – uomo medio.

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Pensioni di inabilità: i requisiti

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L’inabilità identifica uno stato invalidità al 100% in cui il soggetto non può svolgere alcuna attività lavorativa, nemmeno a carattere temporaneo. Il nostro ordinamento prevede due trattamenti di inabilità a seconda se il soggetto abbia o meno contribuzione accreditata nel proprio conto corrente assicurativo. Si tratta dell’inabilità previdenziale, regolata dalla legge 222/1984, di cui ci stiamo occupando, e della pensione di inabilità civile regolata dall’articolo 12 della legge 118/1971 che è invece, una prestazione assistenziale, vincolata al rispetto di determinati requisiti reddituali a cui si rimanda per il relativo approfondimento.

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Studi di settore: la Cassazione sui contribuenti che svolgono un altro lavoro.

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Nell’ipotesi in cui il contribuente – professionista svolga anche un altro lavoro, i cui proventi sono peraltro ampiamente comprovati da quanto riportato nelle dichiarazioni fiscali, l’Ufficio non può applicare lo studio di settore corrispondente ma deve tenere in considerazione la diminuzione del reddito professionale verificatasi proprio in dipendenza di tale circostanza di fatto. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2623 del 10/02/2016 (riportata sotto).
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