Categoria: Economia, Fisco e Finanza

Scontrini: dal 2017 addio!

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Dal 2017 commercianti ed esercenti non saranno più obbligati ad emettere scontrini e ricevute fiscali, ma potranno optare per l’invio telematico degli incassi giornalieri alla Agenzia delle Entrate, così come già avviene per gli esercizi della grande distribuzione organizzata. Si tratta di una possibilità introdotta dall’articolo 2 dell’ultima versione dello schema di “Decreto legislativo di trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori elettronici (fatturazione elettronica)” approvata dal Consiglio dei Ministri n. 74/2015.

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DEBITI TRIBUTARI: TERMINI DI PRESCRIZIONE

Superato un certo periodo di tempo i debiti fiscali si considerano annullati, ma quali sono itermini di prescrizione per i vari tributi? Vediamo quando è possibile considerare non più esigibile il pagamento delle cartelle esattoriali relative ai principali tributi, quali IRPEF, IRAP, IVA, IMU, TARI, TASI, canone RAI, multe e contributi previdenziali.

Decadenza e prescrizione

Prima di tutto bisogna distinguere tra decadenza della cartella di pagamento e termini di prescrizione. Il concetto giuridico di decadenza si riferisce alla sanzione prevista per non aver esercitato un’azione necessaria per acquisire un diritto. La prescrizione rappresenta invece una sanzione per l’Ente di riscossione per non aver esercitato un diritto nei termini.

In termini di riscossione delle cartelle di pagamento questo significa che l’Ente di riscossione, come Equitalia, decade dall’azione di riscossione relativamente ai termini di notifica della cartella se entro determinati termini non notifica alcun atto (avviso o cartella). In questo caso, tuttavia, se il diritto non è ancora prescritto, il credito può comunque essere preteso in via giudiziaria per mezzo di un’azione davanti al giudice. In sostanza, a decadere non è il diritto di credito ma il diritto di Equitalia ad agire mediante riscossione. Diversamente quando una cartella Equitalia cade in prescrizione, ad essere estinta non è solo l’azione, ma anche il diritto: un credito prescritto si considera estinto.

Prescrizione decennale

I termini di prescrizione sono di 10 anni nel caso in cui i crediti siano stati accertati dal giudice con sentenza passata in giudicato.

Contributi

Per quanto riguarda i contributi previdenziali INPS, i contributi INAIL e i contributi Fondo pensioni lavoratori dipendenti e altre gestioni pensionistiche obbligatorie, incluso il contributo di solidarietà di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge n. 103/1991 i termini di prescrizione sono regolati dalla Legge 335/1995 e variano in base al periodo di riferimento:

  • 10 anni per contributi anteriori al 1 gennaio 1996;
  • 10 anni in caso di mancato versamento dei contributi denunciato dal lavoratore o dai suoi eredi aventi diritto;
  • 5 anni per i contributi successivi al 1 gennaio 1996.

I contributi minori (DS, TBC, ENAOLI, SSN etc) e quelli dovuti da artigiani, esercenti attività commerciali e lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata cadono in prescrizione dopo 5 anni. Per le somme aggiuntive, ovvero per le sanzioni applicate in caso di ritardato o mancato versamento dei contributi, il termine di prescrizione è di 10 anni, come precisato dalla Corte di Cassazione con le sentenze n. 14152/2004 e n. 18148/2006.

IRPEF, IRAP, IVA

IRPEF, IRAP e IVA si prescrivono secondo i termini ordinari di 10 anni, non essendo prevista alcuna norma specifica. Interpretazione confermata anche dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 4283/2010.

IMU, TARI, TASI

Anche per i tributi locali, come IMU, TARI e TASI, in realtà esiste una norma specifica in tema di termini di prescrizione, dunque si applica l’articolo 2948, n. 4 del Codice Civile il quale sancisce la prescrizione in 5 anni di tutto ciò che viene pagato periodicamente. Interpretazione confermata sempre dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 4283/2010.

Multe e bollo auto

Le multe per violazione del codice stradale si prescrivono in 5 anni decorrenti dal giorno in cui è stata commessa l’infrazione (art. 209 cod. della strada e art. 28 della Legge n. 689/1981). Per il mancato versamento del bollo auto la prescrizione è invece fissata a 3 anni decorrenti dal terzo anno successivo a quello a cui si riferisce il pagamento (art. 5 del D.l.953/82, così come modificato dall’art.3 del D.l. 2/86 convertito nella legge 60/86).

Canone RAI

Il canone RAI si considera prescritto dopo 10 anni a partire dalla fine di gennaio dell’anno in cui sarebbe dovuto essere corrisposto (Cassazione, sentenza n. 18432/ 2005).

Diritti Camera di Commercio

Anche per i diritti annuali Camera di Commercio non esiste una norma specifica che stabilisce il termine di prescrizione e pertanto vanno applicati i termini ordinari di 10 anni previsti dal’articolo 2946 del Codice Civile, anche se alcune interpretazioni tendono ad applicare il termine dei 5 anni,trattandosi di un tributo periodico (CTR Roma sent. n. 544/1/2010 e CTR Ferrara 523/2013). Cinque anni, invece, i termini di prescrizione per le sanzioni per omesso o ritardato versamento.

Fonte: www.pmi.it

REDDITO MINIMO E CANTIERI DI CITTADINANZA: APERTURA DOMANDE

A partire dal 04 maggio 2015, i cittadini che hanno i requisiti previsti per accedere ai Cantieri di cittadinanza o al Lavoro Minimo di Cittadinanza, potranno presentare la loro domanda di accesso al percorso di inclusione e/o re-inclusione sociale rivolgendosi ai CAF già convenzionati  con i rispettivi Comuni.
Non possono essere presentate le domande tramite sportelli dei Comuni né tramite i Centri per l’Impiego. Tutte le informazioni, gli Avvisi Pubblici per i cittadini, le domande più frequenti saranno messi a disposizione dalla Regione Puglia esclusivamente tramite piattaforma.
I contenuti delle due misure I Cantieri di Cittadinanza durano da 6 a 12 mesi, con un’indennità per il partecipante di 23 euro a giornata (max 500 euro al mese). Per l’attuazione della misura sono state impegnate risorse per 4 milioni di euro, che a breve saranno integrati con ulteriori 6 milioni di euro, e che in ogni caso costituiscono la prima tranche di un finanziamento che a breve sarà integrato (in attesa dell’attivazione dei nuovi Fondi UE). I cantieri possono essere promossi dai Comuni, da organismi pubblici, da imprese e organizzazioni del Terzo Settore, ad integrazione – e non in sostituzione – di attività di produzione di servizi o di manutenzione del patrimonio pubblico.

Possono beneficiare del CANTIERE DI CITTADINANZA le persone disoccupate da almeno 12 mesi, gli inoccupati e le persone in condizione di specifiche fragilità sociali come disabili, ex detenuti e donne sole.

Il LAVORO MINIMO DI CITTADINANZA è invece rivolto ai percettori di ammortizzatori sociali, anche in deroga. Grazie al Lavoro Minimo di Cittadinanza i Comuni, singoli o associati, che promuovono Cantieri potranno accogliere, per la loro ricollocazione, le persone in cassa integrazione anche in deroga che sosterranno una specifica attività, coerente con il rispettivo profilo professionale. Per il Lavoro Minimo di Cittadinanza sono a disposizione risorse iniziali per 7,5 milioni di euro.

CASSAZIONE: DICHIARAZIONE DEI REDDITI SEMPRE EMENDABILE

E’ sempre possibile correggere qualsiasi errore contenuto in una dichiarazione fiscale resa dal contribuente all’Agenzia delle Entrate: lo ha sottolineato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6665 dell’1 aprile 2015. Il caso affrontato è relativo a una controversiapromossa dal Fondo Assistenza Italiana Integrativa (FASI) contro il Fisco, in merito a una cartella di pagamento dell’IRPEF 2002 seguita a un  controllo automatizzato della dichiarazione annuale volto a verificare il mancato versamento di ritenute alla fonte, dell’imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del TFR e dell’anticipo d’imposta TFR.

Dichiarazione integrativa

La CTR, rigettando l’appello proposto dal FASI contro la Sentenza della CTP di Roma (n. 299/65/09) – che ne aveva respinto il ricorso -, ha affermato che gli errori nei quali il contribuente dichiarava di essere incorso andavano emendati attraverso unadichiarazione integrativa.

La Corte Suprema di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dal FASI, affermando l’emendabilità, in via generale, di qualsiasi errore, di fatto o di diritto, contenuto in una dichiarazione resa dal contribuente all’Amministrazione Fiscale, anche se non direttamente rilevabile dalla stessa dichiarazione; ciò per l’impossibilità di assoggettare il dichiarante a oneri diversi e addirittura più gravosi di quelli che la legge definisce a suo carico, in conformità rispetto ai principi costituzionali della capacità contributiva (art. 53 Cost.) e dell’oggettiva correttezzadell’azione amministrativa (art. 97 Cost.).

Scadenze

Il termine annuale (art. 2 comma 8 bis del d.p.r. 322/1998) previsto per la presentazione della dichiarazione integrativa, non interferisce sul termine di decadenza di quarantotto mesi previsto per l’istanza di rimborso e non manifesta alcun effetto sul procedimento contenzioso iniziato dal contribuente per contestare la pretesa tributaria – sebbene fondata su elementi o dichiarazioni forniti dallo stesso:  «Il diverso piano sul quale operano le norme in materia di accertamento e riscossione, rispetto a quelle che governano il processo tributario, nonché il rispetto dei principi della capacità contributiva di cui all’art. 53 Cost., comportano l’inapplicabilità in tale sede, di decadenze relative alla sola fase amministrativa. Oggetto del contenzioso giurisdizionale instaurato è l’assoggettamento del contribuente ad oneri contributivi che il medesimo assume diversi e più gravosi di quelli che, sulla base della legge, devono restare a suo carico

Fonte: www.pmi.it

Pensioni contributive: bomba sociale in arrivo.

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La Riforma delle pensioni (DL. 201/2011), com’è noto, con i suoi requisiti severi per l’accesso al trattamento, è causa di situazioni notevolmente problematiche per un forte numero di soggetti: dipendenti licenziati alla soglia dei 60 anni che non possono più contare né sullo stipendio, né sulla pensione, sessantenni con problemi di salute che non riescono più a mandare avanti il proprio lavoro e non possono percepire un assegno pensionistico, complice il parallelo inasprimento delle commissioni mediche che riconoscono invalidità ed handicap, ecc.

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Mutuo: Come risparmiare cambiando.

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Questi anni di crisi economica hanno causato una certa difficoltà nell’ottenere i mutui, tuttavia chi è riuscito ad ottenerlo potrebbe averlo fatto con condizioni migliori rispetto a chi lo ha stipulato in tempi precedenti. Una soluzione per risparmiare consiste nel chiedere una surroga (ormai senza costi) o una sostituzione del mutuo stesso.

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Il futuro delle nuove generazioni: osservatorio Demopolis sui giovani italiani.

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Al primo posto, fra le cose importanti della vita, i giovani pongono oggi il lavoro che – per la prima volta – supera con il 91% il primato duraturo della variabile “famiglia”; fra le priorità delle nuove generazioni: l’occupazione è ritenuta condizione ineludibile per la progettazione del futuro. Pesa, sempre di più, l’incertezza sull’avvenire: meno di un quarto dei giovani italiani si immagina tra 5 anni con un lavoro stabile e ben retribuito. Il 78% dei giovani è convinto che nel nostro Paese per entrare nel mondo del lavoro, più che la preparazione, serva soprattutto la rete di relazioni, “conoscere persone che contano”.

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La banca ti nega il mutuo? Ecco che fare.

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È vero che la banca non ha l’obbligo di far credito a chiunque e che ciascuno è libero di fare, col proprio denaro, quello che meglio crede; ma è anche vero che la nostra legge impone, da un lato, un obbligo di correttezza e buona fede nella fase delle trattative precontrattuali (e questo vale, quindi, anche per gli istituti di credito); dall’altro che l’attività delle banche debba ispirarsi a principi di sana e prudente gestione, tenendo presente che il loro scopo è anche quello di tutelare il sistema finanziario generale, che comprende ovviamente il portafogli del singolo cittadino [Art. 5 d.lgs. n 385/1993].

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