Con 3 Avvisi ( Burp n. 80, del 04 giugno 2020) la Regione intende dare un ulteriore e significativo sostegno ad aziende e professionisti pugliesi:
Commercialista, fiscalista, revisore
Con 3 Avvisi ( Burp n. 80, del 04 giugno 2020) la Regione intende dare un ulteriore e significativo sostegno ad aziende e professionisti pugliesi:

Durante la propria vita lavorativa può capitare di essere iscritti a due o più enti previdenziali.
Pertanto si versano contributi pensionistici in maniera separata e quindi con la impossibilità di avere conteggiato un unico percorso lavorativo ai fini pensionistici.
Come può essere calcolata la pensione in questi casi?
Secondo tre metodi: ricongiunzione, totalizzazione e cumulo gratuito.
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La pensione di anzianità pensione di anzianità dal 2012 è stata sostituita da quella anticipata ed oggi dai 40 anni, intesi come contributi versati necessari fino ad allora, si è passati a 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne). La pensione di vecchiaia invece ha visto l’età utile per la pensione passare, sempre a partire da quell’anno, da 65 anni a 66 e 7 mesi; per le donne ancora peggio perché fino ad allora si usciva a 60 o 61 anni in base alla tipologia di lavoro svolto. Sono gli effetti della Legge Fornero che entrò in vigore proprio a partire dal 2011, quindi risulta essere una specie di spartiacque tra due regimi normativi. Per molti però, anche oggi, nel 2016, si può uscire dal lavoro con la vecchia normativa e non ci riferiamo solo alle donne che rientrano in opzione donna o alla settima salvaguardia, ma a quella che si chiama cristallizzazione dei requisiti.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 116 del 21 maggio 2015 è stato pubblicato il decreto legge 21 maggio 2015, n. 65, recante disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR, entrato in vigore il giorno della sua pubblicazione e convertito, con modificazioni dalla legge 17 luglio 2015, n. 109, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 166 del 20 luglio 2015, entrata in vigore il giorno successivo della sua pubblicazione.

Nelle ultime settimane si è riacceso il dibattito sulle pensioni. In particolare, sulla disparità di trattamento previdenziale tra diverse tipologie e diverse generazioni di lavoratori.

Con il metodo di calcolo contributivo gli assegni pensionistici più bassi caleranno tra il -10% ed il -35%. A sostenerlo è l’ufficio studi della UIL, che ha effettuato dei calcoli sull’impatto della Riforma delle Pensioni proposta dal Presidente dell’INPS, Tito Boeri: ilprezzo da pagare per la flessibilità in uscita sarà molto più caro di quanto promesso. I lavoratori che dovessero optare per l’uscita anticipata, secondo le ipotesi di Rifirma delle Pensioni INPS che prevedono il calcolo con il metodo contributivo puro, si vedranno tagliare una fetta consistente del proprio assegno previdenziale, ben superiore allo scostamento tra il 7% e il 10% rispetto al calcolo attuale preannunciato da Boeri.

La Riforma delle pensioni (DL. 201/2011), com’è noto, con i suoi requisiti severi per l’accesso al trattamento, è causa di situazioni notevolmente problematiche per un forte numero di soggetti: dipendenti licenziati alla soglia dei 60 anni che non possono più contare né sullo stipendio, né sulla pensione, sessantenni con problemi di salute che non riescono più a mandare avanti il proprio lavoro e non possono percepire un assegno pensionistico, complice il parallelo inasprimento delle commissioni mediche che riconoscono invalidità ed handicap, ecc.