“Un buon piano messo in pratica subito è decisamente migliore di un piano perfetto che verrà avviato la prossima settimana” (Generale George Smith Patton)
Il tema delle pensioni è diventato negli ultimi anni sempre più importante: il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo ha obbligato, tantissimi italiani, a diventare consapevoli del fatto che non sarà più lo Stato a doversi occupare di loro, quando smetteranno di lavorare.
Da qui l’urgenza di passare a quelle contromisure che, in verità, non sono semplici: vuoi per lo scarso grado di alfabetizzazione finanziaria degli italiani, vuoi per la difficoltà tradizionale a pianificare per tempo la gestione dei propri risparmi.
Infatti, le risposte più diffuse a questo problema da parte dei giovani (o di chi lavora) è la classica: “Tanto non avrò mai una pensione”; ammettendo inconsciamente di voler essere smentiti ma oggettivamente rinunciando a qualsiasi pianificazione.
Con l’allungamento della vita media, le società del futuro saranno sempre più caratterizzate da grandi fasce di popolazione in età avanzata che passeranno lunghi decenni in pensione, a fronte di sempre minor numero di persone in età da lavoro che con i loro contributi potranno permettere di pagare le pensioni.
Occuparsi di pensione significa non solo difendere la propria dignità ma anche e soprattutto pianificare i lunghi anni senza lavoro in maniera tale da farne una opportunità e non una minaccia, per costruirsi uno stile di vita coerente con i propri desideri del futuro e sviluppati nella parte centrale della propria vita.
La pianificazione pensionistica, richiede quindi alcuni accorgimenti:
- Quantificare gli obiettivi economici del pensionamento a livello personale e familiare;
- Misurare le necessità economiche future ottenendole dalla sottrazione dagli obiettivi prefissati ciò che potrà aiutarci a ridurre le conseguenze dell’evento;
- Selezionare le modalità più efficaci ed efficienti per garantirsi nel tempo la stabilità economica.
La prima scelta, quando si affronta il tema della pensione, riguarda gli obiettivi ossia a quale stile di vita puntiamo in pensione.
La qualificazione degli obiettivi comprende due aspetti: il tempo di entrata in pensione e il tenore di vita desiderato al tempo del pensionamento.
Quindi la pianificazione richiede di definire l’obiettivo economico di un piano previdenziale che tuttavia non è semplice da definire senza l’aiuto di un consulente finanziario in quanto sono molti i fattori in gioco ed è opportuno prendere in esame con lucidità gli obiettivi da perseguire e con quali risorse raggiungerli.
In altre parole non è possibile alcuna pianificazione pensionistica se non si parte dalla definizione congiunta di bisogni e desideri.
La prima cosa da fare per giungere nel migliore dei modi possibili alla pensione è quello di controllare per tempo i contributi versati agli enti previdenziali (busta arancione). Questo passaggio è di fondamentale importanza (specie per coloro che hanno svolto attività lavorative con diversi datori di lavoro e presso diversi enti previdenziali) perché scoprire un eventuale “buco contributivo” a distanza di anni può precludere alla possibilità di recuperare i contributi non conteggiati (per esempio datore di lavoro fallito o non rintracciabile) o ancora ai requisiti per accedere alla pensione.
Il secondo passo consiste nell’individuare una stima dell’ammontare della pensione pubblica. Per avere una indicazione concreta è opportuno calcolare il tasso di sostituzione, ovvero la differenza tra la stima dell’ultimo stipendio/reddito percepito in età lavorativa e la stima del primo assegno pensionistico che si percepirà in funzione di quanto lavorato e accreditato. Questo dato è interessantissimo in quanto permette di misurare in maniera oggettiva in che maniera il nostro stile di vita andrà a mutare una volta smesso di lavorare.
Una volta identificato il proprio tasso di sostituzione (e di conseguenza il gap previdenziale) è necessario pianificare e quantificare l’esborso contributivo da assegnare allo strumento previdenziale complementare scelto: piani di accumulo, fondi pensione o polizze vita.
Effettuare per tempo una buona pianificazione assicurativa/finanziaria permette di minimizzare le risorse da destinare al risparmio e di pianificare il grado di rischio più idoneo al raggiungimento degli obiettivi previdenziali.
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Fonte: www.ilsole24ore.com
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