Categoria: Economia, Fisco e Finanza

ASSEGNO SOCIALE ALLE CASALINGHE: Importo e modalità di corresponsione

Quando parliamo di assegno sociale ci riferiamo alla prestazione di carattere assistenziale che viene data a prescindere dal versamento dei contributi.
L’importo dell’assegno sociale per l’anno 2014 è stato ritoccato dall’INPS a 447,61 euro, pari a 5.818,93 l’anno.

A chi spetta?
Spetta ai cittadini che si trovano in condizioni economiche disagiate o che abbiamo delle particolari situazioni reddituali previste dalla legge, viene erogato dall’INPS a coloro che hanno almeno 65 anni e non arrivano a totalizzare un reddito annuo di 5.818,93 euro. Spetta a cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari.

La verifica dei requisiti viene fatta ogni anno, l’assegno sociale è liquidato con carattere di provvisorietà sulla base del reddito presunto, l’anno successivo l’INPS opera la liquidazione definitiva o la modifica o la sospensione in base alle dichiarazioni dei redditi dei richiedenti. Questo assegno non è soggetto a ritenute Irpef.

L’assegno non è reversibile ai familiari superstiti e non è esportabile oltre i confini italiani.

Hanno diritto all’assegno sociale i cittadini italiani che:

– hanno compiuto 65 anni e 3 mesi di età;

– risiedono effettivamente ed abitualmente in Italia;

– sono sprovvisti di reddito, ovvero possiedono redditi di importo inferiore ai limiti stabiliti dalla legge.

Sono equiparati ai cittadini italiani e possono fare domanda dell’assegno sociale i seguenti soggetti:

– Cittadini extracomunitari

– Cittadini extracomunitari ai quali è riconosciuto lo status di rifugiato politico, protezione sussidiaria ed i rispettivi coniugi

– Cittadini comunitari, iscritti all’anagrafe del comune di residenza e i rispettivi familiari ricongiungi sia comunitari che extracomunitari.

Come presentare la domanda?

La domanda può essere inoltrata esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali:


– tramite il patronato INAC

– avvalendosi dei servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto, www.inps.it

– contattando il contact center integrato, al numero verde 803164

Quando spetta?

Dal 1° giorno del mese successivo alla presentazione della domanda e in presenza di tutti i requisiti previsti dalla legge.

Quanto spetta?
La misura massima dell’assegno sociale è determinata dalla differenza tra il limite di reddito previsto annualmente e quello dichiarato, il suo importo viene diviso in 13 mensilità.

Ecco la nuova tabella dei redditi richiesti per il ricongiungimento familiare e per il rilascio del Permesso CE per soggiornanti di lungo periodo
(L’importo annuale è calcolato sulla base di tredici mensilità)

Richiedente – 5.818,93 € annui – 447,61 € mensili

1 familiare – 8.728,395 € annui – 671,415 € mensili

2 familiari – 11.637,86 € annuali – 895,22 € mensili

3 familiari – 14.547,325 € annuali – 1.119,025 € mensili

4 familiari – 17.456,79 € annuali – 1.3242,83 € mensili

2 o più minori di 14 anni – 11.637,86 € annuali – 895,22 € mensili

2 o più minori di 14 anni e un familiare – 14.547,325 € annuali – 1.119,025 € mensili

Startup Cooperative

Per tutti i giovani della provincia di brindisi, lecce, taranto, bari, barletta, andria, trani e foggia.

Coopstartup Puglia è un progetto di Legacoop Puglia per la nascita di nuove idee di impresa
improntate ai valori della sostenibilità, della cooperazione e del lavoro, capaci di apportare un
beneficio alla collettività o un contributo innovativo in termini di prodotto/servizio, di processo, di
mercato.

DESTINATARI

Possono partecipare a Coopstartup Puglia:

gruppi composti da minimo 3 persone in maggioranza residenti in Puglia e di età compresa tra i 18 e i 35 anni (alla data di presentazione della domanda), che intendano costituire una nuova cooperativa che abbia sede legale e/o operativa in Puglia;
cooperative già esistenti purché costituite da persone in maggioranza residenti in Puglia e di età compresa tra i 18 e i 35 anni (alla data di presentazione della domanda), aventi sede legale e/o operativa in Puglia, fondate al massimo da un anno e non attive1 alla data di presentazione della domanda.
AZIONI PREVISTE

Coopstartup Puglia 2014 offre ai giovani interessati la possibilità di partecipare ad una o ad entrambe le seguenti azioni:

AZIONE 1 – LABORATORI DI IMPRESA

Formazione intensiva ed esperienziale della durata di 2 giornate sui seguenti temi:
– La valutazione dell’idea imprenditoriale: come produrre valore
– Il Business modeling
– Il team
– Le skills imprenditoriali
– La cooperativa: caratteristiche e modello di governance
– il piano d’azione per la realizzazione dell’idea

AZIONE 2 – INCUBATORE DIFFUSO COOPSTARTUP PUGLIA

Percorso di accompagnamento al pre-startup, alla costituzione e al post-start di un’impresa cooperativa.
All’Azione 2 potranno accedere esclusivamente i gruppi che avranno superato l’apposita selezione finalizzata ad individuare i migliori progetti di impresa cooperativa (massimo 15 progetti).

L’Azione 2 è articolata nelle seguenti fasi:

FASE 1: Accompagnamento allo startup e coaching;

FASE 2: Accompagnamento alla costituzione dell’impresa. Al termine della fase di accompagnamento al pre-startup, tutti i progetti di impresa che avranno raggiunto un livello di maturità sufficiente – dimostrabile mediante un business plan – avranno la possibilità di costituire la propria cooperativa a costo zero. Le spese di costituzione, infatti, relative alla stipula e alla registrazione dell’atto costitutivo e statuto, redatti presso studi notarili convenzionati, verranno sostenute da Legacoop Puglia senza alcun aggravio a carico dei proponenti.

FASE 2: Accompagnamento alla costituzione dell’impresa. Al termine della fase di accompagnamento al pre-startup, tutti i progetti di impresa che avranno raggiunto un livello di maturità sufficiente – dimostrabile mediante un business plan – avranno la possibilità di costituire la propria cooperativa a costo zero. Le spese di costituzione, infatti, relative alla stipula e alla registrazione dell’atto costitutivo e statuto, redatti presso studi
notarili convenzionati, verranno sostenute da Legacoop Puglia senza alcun aggravio a carico dei
proponenti.

IL PERCORSO DI FORMAZIONE INTENSIVA, SELEZIONE E ACCOMPAGNAMENTO

Il percorso dell’edizione Coopstartup Puglia 2014 è così articolato:

Call per la partecipazione all’iniziativa: entro il 30 settembre 2014 si può presentare la manifestazione di interesse all’iniziativa che permette l’accesso ai Laboratori di impresa. Entro il 31 ottobre 2014 si può presentare la domanda di partecipazione all’Incubatore diffuso di cui all’Azione 2.
Laboratori di impresa;
Selezione delle idee di impresa: saranno ammessi complessivamente all’Incubatore diffuso un numero massimo di 15 gruppi;
Accompagnamento pre-startup per i gruppi selezionati;
Accompagnamento alla costituzione dell’impresa;
Accompagnamento post startup.
L’accompagnamento sarà garantito dalla rete territoriale e nazionale di Legacoop.

COME PARTECIPARE

Per partecipare all’Azione 1 è necessario compilare e inviare la manifestazione di interesse a Coopstartup Puglia 2014 mediante il form di candidatura presente all’indirizzo www.coopstartup.it/puglia entro e non oltre le ore 23.59 del 30 settembre 2014.

CRITERI DI SELEZIONE PER L’ACCESSO ALL’AZIONE 2

Le domande di partecipazione al programma di cui all’Azione 2 pervenute secondo i termini indicati verranno selezionate a insindacabile giudizio di una Commissione indipendente composta da esperti di startup e di impresa cooperativa, che avrà lo scopo di identificare i migliori progetti che parteciperanno al programma dell’Incubatore diffuso di Coopstartup Puglia.
Le candidature saranno valutate sulla base dei seguenti criteri:

valore dell’idea: qualità della proposta, validità del progetto imprenditoriale, beneficio per la collettività ed economico (max 20 punti);
contributo innovativo: originalità della proposta rispetto al territorio di riferimento e allo stato dell’arte (max 20 punti);
sostenibilità: realizzabilità dell’idea imprenditoriale, attrattività del mercato di riferimento e prospettive a medio/lungo termine, sostenibilità economica (max 20 punti);
qualità del team: esperienze personali e professionali e competenze specifiche coerenti con la proposta; motivazione dei proponenti a intraprendere il percorso imprenditoriale (max 20 punti);
creazione di nuovo lavoro: capacità dell’iniziativa di produrre nuovi posti di lavoro, anche nella prospettiva di medio/lungo periodo (max 20 punti).
Sulla base dei punteggi attribuiti dalla Commissione sarà stilata la graduatoria per l’ammissione all’azione 2; saranno ammessi alla graduatoria solo i progetti di impresa che avranno superato il punteggio minimo di 69/100. I primi 15 progetti ammessi in graduatoria potranno accedere al programma dell’Incubatore diffuso.

Inail Innovazione Tecnologica

Il Bando ha l’obiettivo di sostenere le piccole e micro imprese, comprese quelle individuali, operanti nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’estrazione e lavorazione dei materiali lapidei, nella realizzazione di progetti di innovazione tecnologica per gli impianti, le macchine e le attrezzature mirati al miglioramento delle condizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge.

RISORSE FINANZIARIE DESTINATE AI CONTRIBUTI

Lo stanziamento ai fini del presente Bando, relativamente alla Regione Puglia, è pari a complessivi € 2.093.239 di cui:

€ 1.110.400 per il finanziamento dei progetti Settore Agricoltura;
€ 654.675 per il finanziamento dei progetti Settore Edilizia;
€ 328.164 per il finanziamento dei progetti Settore estrazione e lavorazione dei materiali lapidei.
Il contributo, in conto capitale, è erogato fino ad una misura massima corrispondente al 65% dei costi, al netto dell’I.V.A., sostenuti e documentati per la realizzazione del progetto.

Il contributo massimo concedibile a ciascuna impresa, nel rispetto del regime “de minimis”, non potrà superare l’importo di Euro 50.000. Il contributo minimo ammissibile è pari a Euro 1.000.

SOGGETTI BENEFICIARI

I soggetti destinatari del contributo sono le piccole e micro imprese operanti nel settore dell’agricoltura, nel settore dell’edilizia, nel settore dell’estrazione e lavorazione dei materiali lapidei, ubicate nel territorio della Regione Puglia iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura.

OGGETTO DEL FINANZIAMENTO

Settore Agricoltura

Il finanziamento è concesso per interventi di adeguamento di n.1 trattore agricolo o forestale di proprietà del soggetto richiedente.

Gli interventi possono essere richiesti dalle aziende che hanno almeno un codice ATECO 2007, principale o secondario, riferibile alle divisioni 01 o 02:

01 Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi;
02 Silvicoltura ed utilizzo di aree forestali.
Settore Edilizia

Il finanziamento è concesso per l’acquisto di macchine i cui requisiti tecnici consentano di ridurre i rischi connessi alla movimentazione manuale dei carichi e/o di caduta dall’alto nei cantieri temporanei e mobili.

Gli interventi possono essere richiesti dalle aziende che hanno un codice ATECO 2007, principale o secondario, riferibile ai gruppi riportati nella tabella sottostante.

41.2 Costruzione di edifici residenziali e non residenziali;
42.1 Costruzione di strade e ferrovie;
42.2 Costruzione di opere di pubblica utilità;
42.9 Costruzione di altre opere di ingegneria civile;
43.1 Demolizione e preparazione del cantiere edile;
43.2 Installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori di costruzione e installazione;
43.3 Completamento e finitura di edifici;
43.9 Altri lavori specializzati di costruzione.
Settore dell’estrazione e lavorazione dei materiali lapidei

Il finanziamento è concesso per i seguenti interventi che comportano un miglioramento delle condizioni di lavoro nelle attività di estrazione e lavorazione dei materiali lapidei, con particolare riferimento ai rischi connessi all’esposizione a rumore e/o a polveri e alla movimentazione manuale dei carichi:

acquisto di macchine fisse o mobili per aspirazione di polveri o per bagnatura/umidificazione;
acquisto di accessori di sollevamento a ventosa alimentati elettricamente o ad aria compressa;
acquisto di macchine per l’estrazione di materiali lapidei o per la lavorazione di blocchi, lastre o inerti, con contestuale rottamazione di analoghe macchine non marcate CE.
La domanda può essere presentata per il finanziamento di più interventi fino a un massimo di tre.

Gli interventi possono essere richiesti dalle aziende che hanno un codice ATECO 2007, principale o secondario, riferibile alle divisioni 05, 07, 08 e al gruppo 23.7.

05 Estrazione di carbone (esclusa torba);
07 Estrazione di minerali metalliferi;
08 Altre attività di estrazione di minerali da cave e miniere;
23.7 Taglio, modellatura e finitura di pietre.
ALCUNI REQUISITI DEI SOGGETTI BENEFICIARI

Al momento della presentazione della domanda di partecipazione Bando, l’impresa deve soddisfare i requisiti:

essere iscritta nel Registro delle Imprese o, nel caso di impresa artigiana, all’Albo delle Imprese Artigiane;
avere attiva nel territorio di questa Regione/Provincia autonoma l’unità produttiva per la quale intende realizzare il progetto.
SPESE NON AMMESSE

Non sono ammesse le spese relative a:

– acquisto di beni usati;
– attività svolta dal personale dipendente dell’impresa richiedente;
– fatturazione e/o la vendita di beni oggetto del contributo da parte dei soci e/o componenti dei soggetti beneficiari;
– spese effettuate e/o fatturate al soggetto beneficiario da società con rapporti di controllo o collegamento;
– ogni altra spesa non riferita ai progetti.

Lavoratori dipendenti: quali i benefici previsti dalla L.104/92.

Coloro che, essendo lavoratori dipendenti o parenti di persone che sono stati riconosciuti, dalla commissione incaricata, soggetto portatore di Handicap in base alla L. 104/92 art. 33, possono usufruire dei benefici previsti dalla stessa legge per i lavoratori dipendenti.
Intanto occorre munirsi del Verbale di riconoscimento Handicap L.104/92 art.33
Innanzitutto, se è affetti da patologie gravi, il dipendente, pensionato o familiare  tuo familiare deve presentare domanda di riconoscimento di handicap grave in base alla L.104/92.
Il modulo di richiesta è disponibile all’ufficio invalidi della Ausl di appartenenza. 

In breve tempo sarà effettuata una visita medico collegiale dalla commissione Asl preposta all’accertamento.
Alla visita è bene portare tutti i certificati medici di specialisti della sanità pubblica, relativi alle patologie riconosciute. 

Successivemente arriverà a casa il verbale della commissione, e se dallo stesso risulterà riconosciuto un Handicap in base all’ art. 33 Legge 104/92 puoi usufruire di parecchi vantaggi.
In caso di lavoratore dipendente si può:

a) richiedere tre giorni (frazionabili) di congedo per ogni mese di lavoro. Per esempio: Se, invece, si ha ha bisogno di sole due ore di permesso ogni giorno lavorativo, si può chiedere i tre giorni frazionati anche in ore giornaliere, ossia lavorare due ore in meno al giorno.  Il lavoratore che usufruisce di questi permessi, per se o per un familiare, ha diritto all’intero stipendio mensile ed alla tredicesima, senza nessuna decurtazione. I permessi, oltrechè al lavoratore portatore di handicap spettano per l’assistenza dei figli malati ed anch’essi riconosciuti dalla commissione portatori di handicap in base alla L. 104/92 art.33, ed anche per i genitori, per i fratelli, per gli zii o nonni sempre che questi non abbiano altre persone che li assistano.

b) diritto a scegliere la sede di lavoro più vicina alla propria residenza.

c)  diritto all’ accredito di due mesi all’anno di contributi figurativi, e sino ad un massimo di cinque anni. In questo modo è possibile andare in pensione con un anticipo di cinque anni rispetto a quanto previsto per gli altri lavoratori.

d) diritto a due anni di aspettativa per la assistenza di un familiare stretto malato, riconosciuto sempre dalla stessa L. 104/92 art.33. Per questi due anni di aspettativa si riceverà lo stipendio decurtato di una percentuale a seconda dell’importo annuale percepito. Se lo stipendio è medio-basso lo si avrà praticamente quasi per intero, mentre se lo stipendio è medio-alto sarà decurtato un po’ di più ed i contributi previdenziali saranno versati per intero.

Fonte: http://lavoroefinanza.soldionline.it

Come calcolare il valore di riscatto di una polizza vita a premi periodici.

Il valore di riscatto di un contratto di assicurazione sulla vita è il controvalore monetario della polizza al momento della richiesta di liquidazione anticipata da parte del Contraente. Per le polizze che prevedono pagamenti periodici da parte del cliente, spesso tale valore è molto più basso di quanto questi si aspetti, in quanto sono previste forti penalità per le liquidazioni richieste prima della scadenza naturale. Ora andremo a vedere come calcolare il valore di riscatto di un’assicurazione e quali sono gli eventuali premi.
Le polizze che prevedono pagamenti periodici (ad esempio annuali o mensili) sono liquidabili solo dopo 3 anni di contribuzione. Se il contraente paga per meno di 3 anni non avrà maturato alcuna liquidazione: il valore di riscatto del contratto sarà cioè pari a zero. Dopo i 3 anni, per calcolare il valore di riscatto occorre reperire l’ultimo estratto conto che la Compagnia ci ha inviato e andare a leggere la prestazione assicurata (quella che ci verrebbe liquidata a scadenza o in caso di morte).
Consideriamo il numero di annualità di premio pagate, rapportiamolo agli anni della durata del contratto e applichiamo questa proporzione alla prestazione assicurata: otteniamo il cosiddetto capitale assicurato ridotto. Ora dobbiamo applicare la penalità, quasi sempre individuata da un tasso di sconto. Tale tasso è indicato nelle condizioni di assicurazione, nel capitolo dedicato al riscatto, ma è comunque in genere pari a circa il 3,5%.
Calcoliamo ora il numero di anni che mancano alla scadenza: il capitale ridotto andrà diviso per un coefficiente pari al tasso di sconto più uno, il tutto elevato alla durata del contratto. Ad esempio se il capitale ridotto è di 10.000 Euro e mancano 5 anni alla scadenza, il valore di riscatto lordo potrà essere: 10.000 diviso (1 più 3,5%)
Al valore di riscatto così calcolato occorrerà sottrarre le imposte: esse saranno pari al 20% della differenza tra il valore di riscatto lordo e i premi pagati. Il risultato sarà il valore di riscatto netto, ossia quanto effettivamente verrà liquidato dalla Compagnia al Cliente. Facciamo un altro esempio: poniamo che:
1 – il tasso di rendimento di un determinato fondo sia pari a 5%
2 – il premio versato sia 10000,00
3 – i caricamenti (costi della polizza) siano quantificabili in 350,00 (talvolta una parte è fissa ed una in percentuale al premio versato)
4 – infine la cosa fondamentale è la RETROCESSIONE riconosciuta al cliente ovvero la percentuale del tasso (v. punto 1) che viene applicata al premio.

ESEMPIO:  tasso 5% – retrocessione 95%  = 4,75% che va applicato al premio: 10000 – 350 (punti 2 e 3) = 9650
perciò 9650 x 4,75% = 458,38 rendimento del primo anno!

Fonte: http://lavoroefinanza.soldionline.it

Nulla la Cartella esattoriale priva di motivazione

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 15188 del 18 giugno 2013 interviene in materia di riscossione in particolare sull’emissione della cartella di pagamento in seguito alla comunicazione di cui all’art. 36 36 bis del dpr n.600/1973 o 54 bis del dpr n.633/1972.

Gli Ermellini hanno statuito che “la cartella di pagamento costituisce l’atto con il quale il contribuente viene a conoscenza per la prima volta della pretesa fiscale e come tale deve essere adeguatamente motivata, nonché della puntualizzazione desumibile dal principio, successivamente affermato, secondo cui “La cartella esattoriale deve contenere indicazioni sufficienti a consentire alla contribuente l’agevole identificazione della causale delle somme pretese dall’Amministrazione Finanziaria ed erroneamente il Giudice di merito afferma < l’equipollenza tra la corretta indicazione di tali elementi nell’atto impugnato e la conoscenza che, di fatto, di essi abbia avuto il contribuente>, giacché nessuna equipollenza assume rilievo, essendo piuttosto necessario il corretto adempimento dell’obbligo di motivazione del ruolo e della cartella” (Cass. N.11466/2011).”

Nel caso di specie si è avuto una contrapposizione tra l’Agenzia delle Entrate e una società sulla“carenza di motivazione” della cartella di pagamento, carenza rilevata dai giudici tributari, tanto da condurli a dichiarare “la nullità dell’atto”.

La carenza della motivazione, alla luce di quanto sopra scritto, viene condivisa anche dai giudici della Cassazione, i quali, rigettando il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, considerano acclarate le lacune nel “contenuto motivazionale della cartella”, evidenziandone il peso, in negativo per il Fisco. E questa omessa comunicazione non può essere resa meno rilevante da una presunta “conoscenza di fatto”, da parte del contribuente, degli elementi centrali della “cartella di pagamento”.

Risparmi: i clienti delle banche investono alla cieca

Che l’empowerment finanziario, ossia la responsabilità delle decisioni economiche, sia legato al ruolo che le banche occupano all’interno del mercato dei prodotti finanziari, lo conferma l’ultima indagine di ING condotta in 13 Paesi su un campione di 12.000 persone, secondo la quale 8 europei su 10 ritengono le decisioni di carattere finanziario una priorità.

Stando allo studio, infatti, a fronte di una media europea del 73% dei risparmiatori che riconosce tale responsabilità, sollevando così le banche dal ruolo di decisore, il massimo livello di empowerment si registra in Inghilterra (83%), seguita da Austria e Repubblica Ceca (82%), mentre agli ultimi posti si classificano la Turchia (63%), la Spagna (67%) e anche l’Italia (69%), paesi nei quali la figura della banca è più centrale rispetto alla media.

L’indagine, inoltre, conferma anche la crescita della propensione al risparmio con l’avanzare dell’età: il livello di responsabilità degli under 25 (66%) è inferiore rispetto a quello dei 55enni (77%) e sembra riflettere la tendenza agli investimenti.

Diversamente da coloro che affidano la responsabilità finanziaria dei propri risparmi alle banche, i cittadini europei con un alto livello di empowerment finanziario hanno una maggiore consapevolezza del proprio ruolo nel management delle finanze personali: solo il 20% dei più responsabili rischia di trovare il proprio conto bancario “in rosso”, contro il 32% di chi delega agli istituti bancari.
Dall’indagine, infine, emerge in maniera molto chiara come la gestione dei propri risparmi sia diventata negli ultimi dieci anni, complice anche la crisi finanziaria, complessa e difficoltosa per ben il 67% dei cittadini dell’Eurozona, italiani in testa con un 82% di persone disorientate, seguiti dai turchi (75%) e dai romeni (73%).

I motivi?
Su tutti, gli italiani indicano l’assenza di strumenti adeguati per un’amministrazione efficace del proprio bilancio.
Unica nota positiva, la figura del promotore finanziario italiano ed il mobile banking che si confermano i migliori strumenti per avere un maggiore controllo sul proprio denaro.

Lo dichiarano 8 risparmiatori europei su 10, con l’Italia posizionata sopra alla media (83%), che sostengono di avere migliorato la gestione delle proprie finanze grazie all’aiuto del promotore finanziario ed alla possibilità di accedere ai servizi bancari attraverso smartphone e tablet.
Risultati indagine ING

Fonte: www.eaprilia.it

Vendita polizze in banca

MILANO – Durissimo attacco alle banche italiane ed in particolare alle procedure di vendita di prodotti creditizi e assicurativi. L’inchiesta è di Altroconsumo e prende in considerazione 280 filiali di istituti di credito. I risultati sono davvero sconcertanti: più di una banca (o di una finanziaria) su tre obbligherebbe il cliente – che chiede un prestito o un mutuo – ad acquistare contestualmente anche una polizza assicurativa (conditio sine qua non per ottenere la linea di credito). I casi sono stati portati all’attenzione dell’Antitrust e dell’IVASS, della Banca d’Italia e dell’AGCM, affinché si attivino immediatamente per mettere fine – scrive Altroconsumo – “a questa pratica commerciale scorretta”.
In particolare, si è rilevato come sul fronte delle polizze obbligatorie, queste sarebbero vendute senza il necessario confronto: “nessuna banca e nessuna finanziaria – scrive in una nota Altroconsumo – che chiede una copertura assicurativa obbligatoria per rilasciare il prestito, ci ha consegnato i preventivi di altre due Compagnie con cui non ha legami, come vuole la legge proprio per garantire la migliore scelta al cliente”. La domanda che ci si pone è la seguente: come mai gli Organismi di Controllo non si sono mai accorti di tali pratiche bancarie fuori dai dettati normativi?

Fonte: www.snachannel.it