{"id":69,"date":"2014-08-06T12:51:16","date_gmt":"2014-08-06T10:51:16","guid":{"rendered":"http:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/?p=69"},"modified":"2014-08-06T13:08:12","modified_gmt":"2014-08-06T11:08:12","slug":"come-ripensare-la-fiscalita-ambientale-01-08-14","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/2014\/08\/come-ripensare-la-fiscalita-ambientale-01-08-14\/","title":{"rendered":"Come ripensare la fiscalit\u00e0 ambientale."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/logo_sfondo_scuro2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-14\" src=\"http:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/logo_sfondo_scuro2-300x300.png\" alt=\"logo_sfondo_scuro\" width=\"78\" height=\"78\" srcset=\"https:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/logo_sfondo_scuro2.png 300w, https:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/logo_sfondo_scuro2-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 78px) 100vw, 78px\" \/><br \/>\n<\/a><br \/>\nDa una parte, il nostro paese afferma i principi dell\u2019efficienza energetica, del \u201cchi inquina paga\u201d e si ripromette di spostare la tassazione sui consumi pi\u00f9 che sui redditi. Dall\u2019altra, fisco, bollette e diritti di sfruttamento incentivano il contrario. Una proposta per uscire dalla contraddizione.<\/p>\n<p>AMBIENTE E FISCO<\/p>\n<p>L\u2019Italia dovrebbe trasferire il carico fiscale dai redditi ai consumi(<a href=\"http:\/\/www.bancaditalia.it\/interventi\/altri_int\/2011\/franco-ceriani_13102011.pdf\" target=\"_blank\">vedi Audizione nell\u2019ambito dell\u2019indagine conoscitiva sulla riforma fiscale e assistenziale<\/a>), in particolare quelli che provocano un depauperamento dell\u2019ambiente? Le raccomandazioni in questa direzione non mancano. Il consiglio arriva nel 2011 prima da Bankitalia al Parlamento, successivamente dalla Bce al Governo Berlusconi, poi con gli orientamenti di una proposta Ue, per finire oggi con la comunicazione della Commissione al Governo Renzi del 2 giugno 2014.<br \/>\nPer parte sua, la Strategia energetica nazionale predisposta dal Governo Monti, la prima in Italia da quando i mercati dell\u2019energia sono liberalizzati, mette al primo posto l\u2019efficienza energetica come strumento per favorire il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilit\u00e0 ambientale gi\u00e0 decisi per il 2020 e in fase di negoziazione europea per il 2030, e ritiene l\u2019efficienza funzionale a uno sviluppo associato all\u2019innovazione tecnologica e alla minore dipendenza energetica tramite diversificazione delle fonti d\u2019energia.<br \/>\nCollegato a questi, c\u2019\u00e8 poi il principio, pi\u00f9 specifico della tutela dell\u2019ambiente, del \u201cchi inquina paga\u201d, introdotto nel 1983 dall\u2019Ocse e ripreso nel Trattato Ue. Tra le sue conseguenze, il Protocollo di Kyoto ha impegnato esplicitamente i firmatari a eliminare tutti i sussidi alle attivit\u00e0 climalteranti.<br \/>\nDunque: tassazione dei consumi pi\u00f9 che dei redditi, efficienza energetica, \u201cchi inquina paga\u201d. Principi coerenti con il far pagare i costi ambientali ai soggetti che li causano.<\/p>\n<p>INCENTIVI AL CONSUMO ECCESSIVO DI RISORSE<\/p>\n<p>Eppure il nostro fisco, le nostre bollette e le procedure di assegnazione dei diritti di sfruttamento di molte risorse ambientali non vanno in questa direzione. Anzi, introducono incentivi all\u2019uso irrazionalmente elevato delle risorse, in termini di loro depauperamento in quantit\u00e0 o qualit\u00e0.<br \/>\nLegambiente e Radicali italiani lo hanno evidenziato in un documento recentemente presentato a un convegno presso la sede romana della Commissione europea.<br \/>\nNel fisco, la violazione pi\u00f9 clamorosa dei principi menzionati la individua la Ragioneria generale dello Stato, che stima esenzioni alle accise sui consumi energetici pari ad almeno 5,7 miliardi di euro nel 2014, quasi tutte a vantaggio del consumo di fonti fossili, in gran parte nei trasporti.<br \/>\nLe bollette dell\u2019energia hanno componenti che la stessa Autorit\u00e0 di settore definisce \u201cparafiscalit\u00e0\u201d e che non pesano sui consumatori in modo proporzionale, bens\u00ec con un andamento favorevole a chi consuma di pi\u00f9 (1,3 miliardi a consumatori manifatturieri elettrici grandi o con grandi incidenze dei costi energetici) e, in misura minore, ai consumatori domestici residenti. L\u2019incentivo ai consumi pi\u00f9 forti scoraggia gli investimenti in efficienza energetica proprio degli operatori che in assenza di sconti ne avrebbero pi\u00f9 interesse. Eppure l\u2019efficienza energetica \u00e8 essa stessa promossa da incentivi ad hoc: uno dei casi italiani di sussidi a una cosa e al suo contrario.<br \/>\nLe bollette, certo, contengono anche forti sussidi alle fonti rinnovabili di energia: alcuni potrebbero ridursi parallelamente a quelli alle fossili senza perdita di competitivit\u00e0 per le rinnovabili.<br \/>\nI canoni di concessione per l\u2019attivit\u00e0di escavazione stabiliti dalle Regioni sono estremamente bassi o pari a zero, con regole di tutela incomplete e inadeguate che premiano rendite e illegalit\u00e0. Rispetto ad altri paesi europei, in Italia il recupero e riutilizzo di rifiuti inerti provenienti dall\u2019edilizia \u00e8 inoltre estremamente basso anche per un contenuto costo di conferimento a discarica dei rifiuti edilizi.<br \/>\nI canoni di concessione per le acque minerali stabiliti dalle Regioni sono estremamente bassi, perfino in aree dove vi sono difficolt\u00e0 di approvvigionamento idrico, premiando rendite e vantaggi economici per pochi.<br \/>\nQuelli per le concessioni balneari, di nuovo, sono in larga parte del paese bassi, le assegnazioni avvengono senza gara, premiano rendite di posizione e hanno generato abusi edilizi e illegalit\u00e0 nei confronti del diritto di accesso alle spiagge.<\/p>\n<p>QUALE SOLUZIONE?<\/p>\n<p>\u00c8 possibile superare queste distorsioni, in linea con le raccomandazioni da cui siamo partiti, eliminando gli incentivi antiecologici e usandoli per ridurre le imposte sui redditi di persone e aziende e per contributi agli investimenti in innovazione all\u2019interno dei settori colpiti.<br \/>\nIn campo fiscale, occorre un\u2019applicazione immediata dell\u2019articolo 15 della delega fiscale che prevede una revisione del fisco di modo che il maggior gettito sia destinato prioritariamente alla riduzione della tassazione sui redditi, in particolare sul lavoro generato dalla green economy, alla diffusione e innovazione delle tecnologie e dei prodotti a basso contenuto di carbonio e al finanziamento di modelli di produzione e consumo sostenibili, nonch\u00e9 alla revisione del finanziamento dei sussidi alla produzione di energia da fonti rinnovabili.<br \/>\nNelle bollette energetiche, occorre eliminare le redistribuzioni tra categorie di clienti cos\u00ec da lasciare la politica industriale, qualsiasi cosa sia, alla fiscalit\u00e0 generale ed eliminare i sussidi diretti alle fonti fossili.<br \/>\nUna proposta che va in questa direzione \u00e8 stata presentata in un manifesto da Legambiente e Radicali Italiani. Ma nelle regole di accesso alle risorse ambientali c\u2019\u00e8 una complicazione in pi\u00f9: la potest\u00e0 regionale attribuita in materia dalla Costituzione.<br \/>\nIn attesa della riforma del Titolo V, il legislatore potrebbe dare indicazioni per un riordino delle modalit\u00e0 e degli oneri di accesso che offra segnali economici razionali e omogenei.<\/p>\n<p>articolo tratto da www.lavoce.info<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da una parte, il nostro paese afferma i principi dell\u2019efficienza energetica, del \u201cchi inquina paga\u201d e si ripromette di spostare la tassazione sui consumi pi\u00f9 che sui redditi. Dall\u2019altra, fisco, bollette e diritti di sfruttamento incentivano il contrario. Una proposta per uscire dalla contraddizione. AMBIENTE E FISCO L\u2019Italia dovrebbe trasferire il carico fiscale dai redditi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[50,52,49,51,53],"class_list":["post-69","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita","tag-ambiente","tag-banca-ditalia","tag-fisco-2","tag-kyoto","tag-rinnovabili"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiomassimolotti.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}